Insegnante Ripetizioni Matematica

Chi sono

Mi chiamo Federica Lumine, sono laureata in ingegneria al Politecnico di Milano e sono un’insegnante privata specializzata nella preparazione di esami universitari di matematica.

Mi piace studiare, analizzare e collaudare metodi di studio al fine di aiutare gli studenti universitari a superare gli esami grazie ad un processo di supporto pratico e amichevole. Un aiuto che, da buon ingegnere, cerco di rendere efficace ed efficiente!

Ho iniziato con i ragazzi delle medie. Quando ho preso un po' di confidenza con l’insegnamento, ho proseguito con i ragazzi delle superiori. Dopo l’università ho iniziato a lavorare come ingegnere gestionale presso un’azienda di software e servizi informatici. Nel frattempo continuavo a dare ripetizioni di matematica grazie al buon passaparola che si era creato nel frattempo. Dopo un anno di lavoro con il “posto fisso” da ingegnere, ho capito che la mia vocazione era da un’altra parte.

Insegnare è la mia passione ed oggi la pratico a tempo pieno come lavoro, ormai da diversi anni.

Penso di avere sviluppato un approccio fatto di umanità, assistenza, rigore e studio efficace.

Perché mi sono specializzata sugli studenti universitari? Lavorare con gli studenti maggiorenni mi risulta più facile, un po’ perché sono persone adulte e quindi decidono di loro volontà di seguire le lezioni di matematica, un po' perché seguire persone delle medie o delle superiori richiede un impegno che si estende negli anni, mentre con gli universitari il ciclo di lezioni si conclude nel giro di qualche mese, con il superamento dell’esame. Nel complesso poi è più interessante, gli argomenti più stimolanti e le persone che conosco mi arricchiscono quasi ogni volta.

Spero di poterti essere utile. Contattami senza problemi per qualunque informazione preliminare. A presto!

I miei valori

Prendo molto sul serio il mio lavoro, per questo ci tengo a raccontarti la filosofia che c’è dietro ogni mia azione.



  • Affinché il mio lavoro funzioni, alla base c'è il reale desiderio di fare del bene. Nel mio campo specifico si tratta di mettere la persona che ho di fronte nelle condizioni di capire e risolvere tutti i vari argomenti che affrontiamo insieme.
  • Ci vuole un giusto mix di onestà e tatto. Quando uno studente non capisce qualcosa è fondamentale ammetterlo. Deve rendersi conto che sta sbagliando e che non c’è niente di male nello sbagliarsi. Altrettanto importante è fargli capire che non esiste qualcosa che non possiamo imparare, che non possiamo recuperare. 
  • Ci vuole molta pazienza e ottimismo, specialmente nella fase in cui lo studente si scoraggia (e credimi, arriva sempre).
  • Poi un valore molto sottovalutato è la fiducia. Lo studente si deve fidare di te, nel senso che deve "credere" a ciò che gli stai insegnando, e deve crederti quando dici che ce la può fare. Per fortuna questa fiducia si può ottenere “sul campo”, dimostrandola con il passare del tempo, quando si accorge che l'argomento lo comprende e l'esercizio lo risolve.
  • Altrettanto importante è la costanza. Lo studente va seguito con una continuità di lezioni, va seguito lungo il percorso: molto spesso il solo fatto che io sia presente rende lo studente “capace".
  • Seguivo una ragazza che, quando mi alzavo dal tavolo, sbagliava. Poi quando tornavo a sedermi, si correggeva e sapeva fare tutto! A volte è così: non abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi la matematica ma solo di qualcuno che sappiamo essere lì, a supportarci qualora sbagliassimo. 
  • La maggior parte delle difficoltà nell'insegnare non l'ho trovata nelle scarse capacità individuali ma nella scarsa fiducia in se stessi. Frasi come “non mi sono mai impegnato abbastanza”, “per me è impossibile”, sono all'ordine del giorno. Poi gli studenti passano l’esame e quasi non li riconosco rispetto al momento in cui siamo partiti, tanto sono sicuri di sé e felici di avercela fatta!

"Vedere uno studente che capisce ciò che prima temeva, per me è la più grande soddisfazione"



Ci sono 3 tipi di studenti che mi capita di aiutare più spesso...

  1. LO STUDENTE PRUDENTE, OVVERO LA “FORMICA”

    Questa categoria di studenti mi contatta generalmente prima di iniziare o appena iniziato il corso di studi (solitamente di economia, dove la matematica è al primo anno). Sa di avere lacune e preferisce prevenire. A volte ha effettivamente grosse lacune, altre volte meno ma aspira ad un voto molto alto. Generalmente impostiamo un percorso in parallelo con le lezioni svolte in classe, affrontiamo i parziali e nella maggior parte dei casi la chiudiamo qui. Alla peggio ci dilunghiamo al primo appello d’esame. Non mi è mai capitato di andare oltre con i tentativi. Questi studenti hanno solitamente un ottimo rendimento nelle altre materie, mostrano interesse verso gli argomenti trattati e si impegnano molto tra una lezione e l’altra. Superano l’esame di matematica con ottimo profitto! Le formiche rappresentano circa il 40% dei miei studenti.

  2. LO STUDENTE IN RITARDO, OVVERO LA “CICALA”

    Mi contatta solitamente qualche giorno prima dell'esame, o appena dopo. Chiede di preparare l'appello successivo. A volte fa il tentativo disperato di preparare l’esame intero in 10 giorni, per poi dedicarsi all’appello successivo. Buona parte di questi studenti si impegna, magari perché manca solo quell'esame da recuperare, oppure perché non vuole perdere l'ultima sessione dell’anno. Con le cicale svolgo generalmente tutto il programma dal principio (in alcuni casi solo il parziale mancato), utilizzando le esercitazioni fatte durante l'anno come guida. Questa tipologia di studenti riesce poi ad affrontare con successo l'esame dell'appello “lontano”: in alcuni casi sono bastati 20 giorni di preparazione, ma parliamo di studenti che hanno preparato solo quell’esame impegnandosi tutti i giorni. L'altra metà non si impegna, spesso si fa distrarre dagli esami che sta seguendo, non ha la voglia di dedicare energie all'esame aggiuntivo e finisce per perdersi. Pensa che "assumere" un insegnante faccia il lavoro al posto loro, si aspetta che io sia magica e che senza fare niente ma solo "pagando" l'esame si possa passare. Tenere in carreggiata questi studenti è veramente impegnativo. Purtroppo in passato ho avuto diversi abbandoni da questa tipologia, però ho capito una cosa: difficilmente chi parte male poi riesce nell’intento. Le cicale rappresentano circa il 50% dei miei studenti. Circa 3 su 4 si impegnano seriamente. Partono con il pensiero di accontentarsi del 18 perchè sono convinti di non capire la matematica, poi la stragrande maggioranza riesce "magicamente" a capire, a quel punto qualcuno è semplicemente felice, altri si impongono di arrivare a ottenere un buon voto. L’ultimo quarto - chi purtroppo non si impegna - cerco di individuarlo nell’incontro conoscitivo così a loro risparmio l’onere delle mie lezioni, e a me risparmio il tempo che posso dedicare a studenti più meritevoli della mia assistenza.

  3. LO STUDENTE “ADULTO”

    Sono coloro che dopo un po’ di anni decidono di riprendere gli studi. Rientrano in questo campione le seconde lauree, i master, le scuole serali. Età media: 30-40 anni. Anche per questa categoria si capisce in partenza se ce la faranno o meno. Non è facile lavorare e studiare, magari con figli da gestire. A me chiedono di solito un percorso di recupero veloce, perché si sono dimenticati di ciò che hanno studiato a scuola (o non l'hanno proprio mai studiato). Questi o abbandonano presto il loro sogno oppure riescono al primo tentativo. Conservo con affetto il ricordo di una madre quarantenne che seguiva le serali. Con due figli piccoli e un lavoro andava quasi ogni sera a fare lezione e si faceva aiutare da me alcune mattine alla settimana. Alla fine ha preso 10 alla maturità e adesso si è potuta iscrivere all'università.
Pensi di appartenere ad una di queste tre categorie? Sappi che, qualunque sia il tuo caso, rispetterò profondamente la tua scelta di fare lezioni con impegno e serietà e mi impegnerò oltre le tue aspettative affinché tu possa raggiungere il risultato migliore per la tua carriera universitaria. Ti dò la mia parola :)

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